Dagster si distingue per il suo approccio incentrato sugli asset all'orchestrazione dei dati, trattando i dati come asset di prima classe piuttosto che semplici compiti. Questo rende le pipeline più affidabili, trasparenti e facili da monitorare. Gli utenti apprezzano le sue forti integrazioni con strumenti di dati moderni (come dbt, Snowflake e Databricks), l'osservabilità e il monitoraggio integrati, e un design orientato agli sviluppatori che enfatizza la testabilità e la manutenibilità. La sua scalabilità attraverso flussi di lavoro piccoli e aziendali assicura una rilevanza a lungo termine, mentre le chiare astrazioni riducono la complessità rispetto agli orchestratori più vecchi. Recensione raccolta e ospitata su G2.com.
I principali svantaggi di Dagster sono la sua ripida curva di apprendimento, l'ecosistema in evoluzione e la configurazione complessa, che possono rendere l'adozione impegnativa. Le lacune nella documentazione e la necessità di ottimizzazione delle prestazioni si aggiungono ulteriormente agli ostacoli, rendendolo meno ideale per i team più piccoli che cercano semplicità ed economicità. Recensione raccolta e ospitata su G2.com.
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